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sabato 14 gennaio 2012

Intervista all'autrice

Intervista a Flavia Cantini, leggete ;)

Ecco mia mia intervista per un blog di scrittori esordienti, "I romanzi di Deb".

NTERVISTA:

Buongiorno a te e grazie per averci concesso la tua preziosa presenza, ci vuoi parlare di chi è davvero Flavia Cantini?:
Una sognatrice innanzitutto, una ragazza sensibile e romantica che amerebbe sempre sognare ad occhi aperti e vivere in un modo tutto suo fatto di poesia e di storie fantastiche da raccontare. Sono del segno dei Pesci (complicato ahimé), ho 24 anni (vado per i 25), mi sento creativa e “artista”, mi sono laureata al Dams Cinema, mi sono diplomata poi in Regia. Per me, il mondo dell’audiovisivo va di pari passo con quello della scrittura e il mio desiderio è realizzarmi in entrambi i campi. Il cinema e la scrittura sono le mie passioni più grandi da sempre, adoro inventare storie e personaggi e poterli (magari) far vivere sia su libro che su schermo. Sono una persona molto profonda, riflessiva, anche un pò malinconica a volte, ambientalista e animalista convinta.
Il tuo romanzo, un pezzo di sogno, lo specchio della tua anima e la tua eredità nel tempo: parlaci di lui, parlaci della tua opera:
“Notti senza luna”, edito da Arduino Sacco nel Giugno 2011, è il primo volume di una trilogia fantasy ambientata ai giorni nostri. Avevo in mente di raccontare la storia di una ragazza sola, emarginata, osteggiata dalla società e dal paese in cui vive, volevo affrontare il tema della Solitudine e del riscatto. Poi, mi affascinava anche l’argomento delle Masche piemontesi (persone con poteri soprannaturali in grado di soggiogare l’altra gente che non si accorgeva di nulla): mettendo insieme questi due temi e sistemandoli in una cornice fantasy (uno dei miei generi preferiti) è nato il primo volume, scritto nell’estate del 2010, quasi come un flusso di coscienza. La protagonista narra in prima persona e, all’inizio, in flashback, la sua storia, l’infanzia solitaria, l’odio da parte di quasi tutte le persone del paese (che, in realtà, persone non sono), l’incomprensione e il dolore. Poi, al compimento del dodicesimo anno, assiste a qualcosa di soprannaturale che la porterà a farsi domande e a chiedere consiglio ad un anziano prozio veggente, anche lui deriso e allontanato per il suo bizzarro stile di vita. Il prozio le spiegherà l’esistenza di una razza del male che è al lavoro per sottomettere l’intero pianeta, i demoni invasori (la versione moderna, per me, delle Masche cui accennavo più sopra). Selene scoprirà così che lei ha una nobile ma difficilissima Missione: distruggere i demoni che infestano il paese natio e che si nascondono sotto innocenti spoglie umane. Ma un’imprevisto è in agguato: il Capo dei demoni da un lato la affascina e tra loro nasce una relazione proibita che porta Selene a destreggiarsi tra la Missione e il senso di colpa fino all’arrivo di un alleato inaspettato.
Cos’hai provato scrivendo questo romanzo? Cos’ha suscitato in te e quali di queste emozioni speri di far provare al lettore?
Ho provato grande empatia nei confronti della protagonista perchè anch’io non ho avuto un’infanzia troppo facile e sono stata vittima di incomprensioni e assurde prese in giro, ho sentito la forza del riscatto, il modo per dimostrare che anche i solitari hanno grandi potenzialità. Mi sono sentita bene, sollevata, avevo finalmente dato voce a coloro che sono derisi ingiustamente e senza motivo. E’ stato terapeutico, ho ripercorso sensazioni del passato molto difficili ma le ho rielaborate sotto forma romanzata e le ho lasciate finalmente indietro. Vorrei che il lettore potesse sentre il riscatto degli emarginati e appassionarsi al conflitto amore/odio, bene/male e assaporare la speranza della vittoria del bene sul male in un’epoca di incertezza come la nostra.
Ricordi la “tua prima volta”? La prima volta che hai pensato di far nascere un’idea e l’hai poi scritta, la prima volta che hai capito di voler sviluppare quest’arte? Parlaci delle emozioni di allora, parlaci di cosa è rimasto (o amplificato) oggi, di quelle sensazioni vissute:
Ricordo innanzitutto che le prime storielle le scrivevo all’età di sei anni e già allora provavo una grande soddisfazione durante l’atto creativo, sapevo che, senza il mio intervento, quei personaggi e quelle storie non avrebbero mai visto la luce, mi sentivo loro tramite verso il mondo. Così è stato poi per svariati racconti brevi ma ho sentito piena soddisfazione per questa consapevolezza quando ho scritto il mio primo romanzo completo (fantasy e ancora inedito), è stata una soddisfazione grande dare vita a quella storia così, a mio parere, toccante. Ora mi è rimasto il “fuoco” dell’atto creativo, l’urgenza di dare, appunto, vita a personaggi e storie che, soltanto grazie a me, potranno esistere, avere una possibilità nel mondo.
Cosa ne pensi dell’editoria italiana?
Non ne penso bene, è un mercato, è mercificazione, è una rete di aziende che vendono storie come altre aziende vendono automobili o elettrodomestici, soltanto per il profitto, per guadagnare e basta, non credono nell’autore, nella potenzialità della storia ma innalzano, pubblicano e pubblicizzano soltanto i nomi che “fanno vendere” come i soliti calciatori, veline, personaggi televisivi con ricette o autobiografie. Non c’è, tranne rari casi, passione per l’arte della scrittura, per lo sforzo creativo ma soltanto voglia di fare soldi e anche facilmente.
Sei attualmente impegnato in progetti per il futuro in corso?
Sì, sto scrivendo il secondo volume della mia saga fantasy, il seguito di “Notti senza luna”, appunto. Poi, sarò il momento del terzo e conclusivo volume. Ho poi in mente la trama per un nuovo romanzo, questa volta volume unico e drammatico ma, per ora, do la priorità alla trilogia che deve essere terminata.
Cosa auguri a te e alla tua opera, quali riscontri ha ottenuto sino a oggi?
Auguro a me e alla mia trilogia di poter avere visibilità, di avere la possibilità di “uscire nel mondo” e farsi conoscere da più persone possibili, desidero insomma poter avere una chance. Per ora, nell’ambito locale, Notti senza luna e io siamo abbastanza conosciuti e apprezzati.
Che cos’è per te scrivere? Cosa significa tenere la penna in mano e tramutare emozioni e pensieri in un opera?
Scrivere per me è creare, è dare la possibilità di vivere, di affacciarsi al mondo a personaggi e storie che, senza il mio tramite, non potrebbero mai esistere. E’ “diventare genitore”, è generare qualcosa, è procreare. Provo una vibrante emozione quando la penna scorre sul foglio e crea la vita delle mie opere, le emozioni sono intense, è stancante ma meraviglioso, è un’urgenza, è un fuoco che brucia fintanto che la storia non è stata generata ed è libera di spiccare il volo.
Dove possiamo trovare la tua opera o seguirti?
La mia opera si può trovare sul sito della casa editrice al linkhttp://www.arduinosacco.it/product.php?id_product=596, su IBS, su LIBRERIAUNIVERSITARIA, su DEASTORE.
Il modo più facile per reperirlo è online ma potete anche provare a ordinarlo nelle librerie.
Seguitemi sul mio blog flaviascrittrice.blogspot.com
E per ultimo, un consiglio a chi come te insegue questo sogno e una parola ai tuoi lettori:
1) Cosa raccomanderesti a un esordiente?
 Di crederci, di provarci dieci, cento, mille volte, di non lasciarsi abbindolare da case editrici che chiedono soldi per la pubblicazione, di farsi pubblicità in tutti i modi che gli vengono in mente, di essere molto presente online, di puntare sul passaparola.
2) Cosa vorresti dire ai tuoi lettori? Innanzitutto ringrazio uno per uno i miei lettori e vorrei dire loro di aspettare con trepidazione il secondo volume di “Notti senza luna” che scioglierà molti dei nodi lasciati irrisolti dal primo, di appassionarsi ai miei personaggi e di avere la pazienza di aspettare poi l’uscita anche del terzo e conclusivo volume che uscirà molto più in là, di capire insomma che io, come scrittrice, devo anche aspettare che arrivi la famigerata ispirazione :)
Grazie mille per la partecipazione.
Amici del blog, non ci resta che supportare questi giovani talenti!
Deborah

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